L’Associazione C-F-M riapre da questa settimana gli uffici per l’iscrizione ai corsi di musica
...Docenti: Daniela Reboldi, Claudia Peri
Struttura: quattro incontri mensili di 1 ora collettivi.
Costo: euro 500,00 Annuali
Struttura primo livello:
Già prima della nascita il bambino è
immerso in un mondo sonoro che condizionerà in parte il suo sviluppo
psichico ulteriore.
L'organizzazione di questo universo sonoro comincia a manifestarsi verso
il quinto mese di gravidanza quando è stato osservato che il feto
risponde con dei movimenti a stimoli sonori esterni. Allo stesso modo il
feto riceve la voce della madre e, secondo il risultato di alcune
ricerche(Querleu e Renard 1981), essa sarebbe riconosciuta fra altre
voci grazie alla percezione del ritmo e dell'intonazione.
Durante le prime settimane di vita si è constatato inoltre come vi sia
un maggiore sviluppo del sistema uditivo rispetto a quello visivo; da
qui si può dedurre l'importanza che le prime esperienze sonore e
musicali rivestiranno nel futuro sviluppo cognitivo del bambino e delle
sua personalità.
Il mondo attuale offre ai bimbi di oggi una dimensione sonora sostanzialmente diversa da quella che ogni adulto può ricordare del proprio passato. Televisione e videogiochi, con i loro impulsi sonori eccessivi e disorganici subordinano il suono all'immagine,veicolando così la fantasia dei bambini e impedendo loro uno sviluppo autonomo di un percorso fantastico. La musica viene assimilata passivamente; ciò determina, nella maggior parte dei casi, una diminuzione dell'attenzione all'ascolto ed al suono.
Per questi motivi è essenziale oggigiorno che un metodo di educazione musicale per bambini consideri il loro modo di fruire la musica basato essenzialmente sul duplice rapporto musica /immagine. Solo in questo modo si sarà in grado di condurli gradualmente ad un ascolto che sia 'consapevole' ed in cui l'associazione suono/segno sia dettata solamente dalla fantasia.
Obiettivi specifici:
Cenni Metodologici:
Con l'espressione 'metodo attivo' le teorie pedagogiche intendono una
tecnica di apprendimento sottesa all'esperienza sensitiva e motoria del
discente. Invece che presenziare allo scorrimento di un sapere fissato,
il discente si applica attivamente nel processo di apprendimento.
In musica lo spirito dei metodi attivi si manifesta in ogni situazione
in cui il bambino è spinto a fare musica ben prima di impararne la
teoria. In questo modo egli diviene il centro e il motore stesso della
propria evoluzione, invece di essere condizionato dalle logiche del
mondo adulto.
Il concetto di metodo attivo ha trovato applicazione nell'educazione
musicale per opera di alcuni compositori neoclassici affermatisi nel
ventennio tra la prima e la seconda guerra mondiale. Emile
Jaques-Delacroze (1865-1950), Edgar Willems (1890-1978), Zoltan Kodaly
(1882-1967) e Carl Orff (1895-1982) hanno deviato il corso della musica
dal suo obiettivo tradizionale arrivando ad affermare che l'educazione
alle attitudini sia da preferire all'educazione del talento, o che
comunque la prima non possa che giovare alla seconda.
Nel nostro percorso di propedeutica musicale il gioco viene ad essere la
base per l'apprendimento.
I movimenti del corpo e l'uso di semplici strumenti (tamburelli,
sonagli, legnetti, ecc.) che possono essere costruiti anche dagli stessi
bambini saranno alla base di un percorso didattico che valorizzerà il
potenziale creativo ed il bisogno di socializzazione infantile.
L'utilizzo della fantasia narrativa e della libertà motoria creeranno un
quadro entusiasmante entro il quale prenderà forma l'esperienza
musicale.